Accoglienza sì, emergenza no

In questi giorni il nostro Paese sta fronteggiando l’ennesimo stato di emergenza umanitaria dovuto all’eccezionale afflusso di migranti provenienti dalle coste africane. Di fronte alla richiesta d’aiuto da parte di chi fugge dalla fame e dalla guerra nessuno può volgere lo sguardo altrove, ma proprio per la necessità di dare un ricovero dignitoso alle persone richiedenti asilo non è più possibile continuare a rincorrere l’emergenza che spesso conduce a prospettare improbabili sistemazioni come quelle di cui si discute in questi giorni.

Il Governo italiano di concerto con l’Unione Europea deve dunque iniziare a pianificare una seria politica dell’accoglienza che tenga conto della necessità di rispondere prontamente e dignitosamente alle richieste di soccorso unitamente a quelle che sono le reali possibilità da parte degli Enti Locali di ospitare i rifugiati, sapendo che in questo momento non si è alla ricerca di dimore per poche unità di individui ma si sta cercando di individuare, come stabilito da un accordo siglato nella prima metà di luglio dalla conferenza Stato/Regioni/Città, almeno 1 o 2 hub per ogni regione, cioè dei centri dove “sistemare” i migranti in attesa che vengano alloggiati in strutture più piccole. Si tratta quindi di ospitare diverse decine di persone in ogni regione, per questo motivo sono necessarie strutture adeguate per capienza e dotazioni che non possono essere certamente ex scuole (come quella di Trivignano) o altri edifici simili inseriti all’interno dei tessuti urbani.

I comuni destinatari degli hub dovrebbero poi essere individuati tenendo conto di quello che già fanno in materia di accoglienza. In questo momento, ad esempio, nel territorio del comune di Venezia sono già presenti 125 persone ospitate in strutture SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) alle quali vanno aggiunti i circa 150 minori stranieri non accompagnati, molti provenienti dai comuni limitrofi, di cui ogni anno il capoluogo veneziano si prende cura.

Venezia dal punto di vista dell’accoglienza continua ad essere in prima in linea e se sarà necessario farà ancora una volta la sua parte ma credo sia giusto ricordare al Commissario Zappalorto e al Prefetto Cuttaia che l’Ammistrazione Comunale e le sue Municipalità stanno già dando molto.

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