Eredità e Politiche Educative a Venezia

Oramai è chiaro ed evidente a tutti che ogniqualvolta l’Amministrazione Comunale guidata da Brugnaro si trovi ad affrontare un problema la prima cosa che fa è individuare colpe esterne per nascondere le proprie incapacità. Quindi una volta è colpa del Governo che non trasferisce i “superpoteri” al sindaco, una volta è colpa dei parlamentari veneziani che non tutelano adeguatamente Venezia, una volta è colpa della Regione che si lascia sfuggire importanti finanziamenti e un’altra volta è colpa dei sindacati che vogliono spaventare lavoratori e cittadini. Ovviamente il refrain più gettonato è quello che vuole che sia sempre e comunque tutta colpa dell’eredità lasciata dalle Amministrazioni precedenti, nonostante questa Giunta si sia insediata più di un anno fa.

Una delle questioni più importanti che la Giunta Brugnaro si trova a fronteggiare è senza dubbio la complicata situazione del personale dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali che ha determinato la chiusura anticipata di alcuni nidi sul finire dello scorso anno scolastico e che rischia di pregiudicare l’inizio di quello imminente. Naturalmente gli assessori, come da copione, non hanno perso tempo nell’additare come responsabile di questa situazione (alla quale si è recentemente aggiunta la dotazione dei certificati di prevenzione incendio degli edifici scolastici) l’eredità ricevuta dalle Amministrazioni precedenti.

A parte il fatto che chi c’era prima, a parità di condizioni, ha sempre garantito i servizi educativi senza fare tanta confusione, l’unica vera eredità che l’Amministrazione Brugnaro ha ricevuto è il livello di eccellenza rappresentato dalle nostre scuole comunali, eccellenza attestata annualmente dalle famiglie che usufruiscono di questo servizio. Un risultato raggiunto grazie a scelte politiche lungimiranti fin dall’epoca delle prime giunte di sinistra e grazie al lavoro degli educatori e delle educatrici che nel corso degli anni hanno messo al centro i progetti educativi.

Quello che ora preoccupa di più è il pensiero che sottostà alle azioni di questa giunta. Un pensiero che va nella direzione opposta rispetto ai risultati conseguiti fino ad ora e che rischia di annichilire l’importante progetto educativo costruito nel tempo.

Ne sono dimostrazione le scelte compiute nell’ambito della riorganizzazione della macchina comunale, recentemente approvata dalla Giunta, dove il Settore delle Politiche Educative è stato inserito nella generica Direzione Sviluppo Organizzativo e Strumentale, invece che ricondurlo alla corretta integrazione e coordinamento unico del Welfare, relegando la formazione giovanile dei nostri bambini e ragazzi a mero calcolo aritmetico del personale necessario per garantire il servizio. A ulteriore riprova di questa impostazione c’è il fatto che di fronte alla necessità di assumere personale educativo per garantire l’apertura delle scuole si è inizialmente proceduto, invece che attingere fin da subito dalle graduatorie del 2010 e del 2014, ad una ricerca tra il personale interno all’Ente privo di esperienza in campo educativo. Tutto questo, unito alle dichiarazioni del sindaco volte a denigrare il lavoro di educatrici ed educatori, restituiscono una visione dei servizi educativi che mette in secondo piano l’offerta formativa per trasformare i nostri nidi e le nostre scuole dell’infanzia in un “parcheggio” dove non è necessario avere personale qualificato per badare ai bambini e alle bambine.

Alla fine Brugnaro, incalzato da più parti, ha dovuto tornare sui suoi passi e iniziare a procedere con le assunzioni di educatrici ed educatori attingendo dalle graduatorie così come le recenti modifiche normative consentono.

Stante l’idea che questa giunta ha per quanto riguarda le Politiche Educative sarà comunque necessario, assieme a tutti i soggetti interessati, vigilare su quelle che saranno le scelte future.

Importante sarebbe che Brugnaro e la sua compagine fucsia comprendessero che la campagna elettorale è finita e che si assumessero le responsabilità che competono a chi ha vinto e si trova ad amministrare una grande città come Venezia, a partire dal continuare a garantire il livello di eccellenza delle Politiche Educative che hanno ereditato dalle giunte di centro sinistra.

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