Tutta colpa di Gilmour

Il 15 luglio di 25 anni fa i Pink Floyd si esibirono a Venezia in quello che da molti fu definito il concerto del secolo. Per l’occasione fu allestito un enorme palco galleggiante in bacino San Marco. La città fu invasa da decine di migliaia di giovani. Le Procuratie furono da molti utilizzate come bagni all’aria aperta così come le calli e i campielli circostanti. Ci vollero circa 3 giorni per ripulire completamente la città.

Il concerto oltre ad essere stato un disastro dal punto di vista organizzativo portò con sé anche alcune conseguenze che cambiarono il corso della storia veneziana.

Ne ricordo due.

L’organizzazione dell’evento mise la parola fine al dibattito che si stava consumando in città sull’opportunità di ospitare l’esposizione universale a Venzia, fortemente sostenuta dal Partito Socialista di Gianni de Michelis. Il Partito Comunista veneziano attraverso i suoi uomini più autorevoli dichiarò che la vicenda Pink Floyd aveva dimostrato che Venezia non poteva reggere manifestazioni del genere e che iniziative come l’Expo si dimostravano quindi irrealizzabili. La ferma posizione del PCI fece naufragare l’Expo e con esso tutti gli eventuali investimenti per Venezia e il Veneto. All’epoca Valter Vanni e Gianni Pellicani sostennero che non occorrevano le risorse dell’Expo per realizzare le grandi opere. A distanza di 20 anni Vanni scrisse, in uno dei suoi libri, che quella decisione fu «col senno di poi, un serio errore».

Ma ci fu anche un’altra conseguenza di tipo politico. La pessima gestione dell’evento fu un ulteriore colpo inferto a un’intera classe dirigente di sinistra messa in crisi dai fermenti di novità nati con la fine dell’esperienza comunista in seguito al crollo del muro di Berlino. Gli amministratori uscenti, con in testa l’allora vicesindaco Cesare De Piccoli, furono messi all’angolo e l’esigenza di ricambio fu raccolta da Massimo Cacciari che impose al PCI, con la mediazione dei vertici nazionali, la sua idea di presentarsi alle elezioni del 1990 con una lista civica (“PCI-Ponte”) di cui lui fu il capolista e di conseguenza il candidato sindaco. Le elezioni furono vinte dalla DC e sindaco diventò Ugo Bergamo ma il nuovo astro della politica veneziana era ormai stato lanciato e nel 1993, con la prima elezione diretta, diventerà sindaco e protagonista della politica veneziana fino ad oggi.

La domanda quindi è una sola: è tutta colpa di David Gilmour e soci?

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