Ogni elezione produce un verdetto politico e a Venezia, lo scorso maggio, il verdetto è stato chiaro: ha vinto la coalizione di centrodestra guidata da Simone Venturini. Mail risultato finale non racconta mai da solo tutto ciò che è accaduto. Per questo vale la pena fermarsi ad analizzare i dati, cercando di sospendere, almeno inizialmente, le interpretazioni politiche lasciando parlare i numeri. È un esercizio che un tempo costituiva il cuore dell’analisi del voto e che oggi, troppo spesso, anche i partiti trascurano, limitandosi a registrare chi ha vinto e chi ha perso. Eppure, osservando con attenzione i dati delle elezioni amministrative del 2026, emerge un quadro più complesso di quello restituito dall’esito delle urne:la riconferma del centrodestra non coincide infatti con un rafforzamento del suo consenso. Al contrario, i numeri raccontano una maggioranza che perde voti e una dinamica politica molto più articolata di quanto il risultato finale lasci intendere.

Il primo dato da osservare non riguarda i rapporti di forza tra le coalizioni, ma la partecipazione al voto. Rispetto al 2020 si sono recati alle urne oltre quindicimila cittadini in meno: l’affluenza è scesa dal 62,23% al 55,9%. È questo, probabilmente, il dato politico più significativo dell’intera consultazione.Cresce il partito dell’astensione e, con esso, aumenta la distanza tra cittadini e istituzioni.

Simone Venturini è stato eletto sindaco con poco più di un quarto dei voti degli aventi diritto(201.713 elettori). Naturalmente questo non mette minimamente in discussione la piena legittimità della sua elezione, che deriva dalle regole democratiche e dal consenso ottenuto tra chi ha scelto di votare. Tuttavia il dato pone una questione politica che dovrebbe interrogare tutte le forze, di maggioranza e di opposizione:quando una quota sempre più ampia di cittadini rinuncia a partecipare, il problema non riguarda chi vince o chi perde, ma la qualità stessa della nostra democrazia. L’astensione è il segnale di un rapporto che si indebolisce tra la politica e una parte crescente della comunità.

In questo quadro emerge immediatamente un primo elemento di riflessione: il centrosinistra perde poco più di duemilaseicento votirispetto alle amministrative del 2020, mentre il centrodestra ne perde oltre diecimila.La coalizione vincente continua a prevalere grazie all’ampio margine accumulato negli anni precedenti, non perché abbia consolidato il proprio consenso. Anzi, il dato segnala un evidente logoramento della maggioranza che governa Venezia dal 2015.

Elezioni 2020Elezioni 2026Differenza
Centrosinistra45.919*43.294-2.625 (-5,7%)
Centrodestra66.75056.344-10.406 (-16,6%)

* somma delle coalizioni Baretta, Gasparinetti, Visman

Alle regionali del 2025, nel territorio del Comune di Venezia, la coalizione di centrosinistra ha raccolto 40.915 voti, su un totale di 87.260 votanti (affluenza del 43,24%). Alle elezioni europee del 2024, sommando i voti di PD, AVS, Movimento 5 Stelle e delle liste centriste, il centrosinistra aveva ottenuto 45.125 voti, con 92.711 elettori al voto (affluenza del 47,04%). Nelle stesse regionali del 2025, la coalizione di centrodestra si era fermata a 40.516 voti.

Il dato suggerisce una considerazione significativa.Il centrosinistra a Venezia dispone di un elettorato relativamente stabile, che nelle diverse consultazioni oscilla tra circa 41.000 e 46.000 voti.Il centrodestra, invece, presenta una variabilità molto più marcata: passa dai circa 40.500 voti delle regionali ai circa 56.000 delle ultime amministrative, fino a superare i 67.000 nelle consultazioni più favorevoli (amministrative 2020).

Ne consegue che il centrodestra appare molto più dipendente dall’andamento dell’affluenza. Il centrosinistra, al contrario, mostra una base elettorale più solida e costante, ma evidenzia anche una difficoltà strutturale ad ampliare il proprio bacino di consenso oltre il nucleo tradizionale. In altre parole,il problema del centrosinistra non è tanto trattenere i propri elettori, quanto conquistarne di nuovi, mentre quello del centrodestra è soprattutto riuscire a portarli alle urne.

Ulteriori considerazioni si possono fare osservando l’andamento delle singole liste.

ListeElezioni 2020Elezioni 2026Differenza
Lista Brugnaro/Venturini37.91432.046-5.868 (-15,5%)
Partito Democratico22.96226.444+3.482 (+15,2%)
Fratelli d’Italia7.85513.726+5.871 (+74,7%)
VVP / AVS5.9075.516-391 (-6,6%)
Lega14.8065.032-9.774 (-66%)
Terra e Acqua4.8472.876-1.971 (-40,7%)
M5S4.7162.779-1.937 (-41,1%)
Forza Italia3.2552.653-602 (-18,5%)
Venezia è tua / Venezia Riformista4.3082.832*-1.476 (-34,3%)

* somma di Venezia è tua e Venezia Riformista

Il dato più significativo riguarda il Partito Democratico. È l’unica grande forza politica che cresce in modo consistente, aumentando i propri consensi di oltre il 15%. Un risultato che, da un lato, può essere letto anche alla luce dell’effetto trascinamento del candidato sindaco Andrea Martella, esponente di primo piano del PD; tuttavia non appare episodico e sembra confermare una tendenza già emersa alle elezioni europee del 2024, quando il Partito Democratico aveva superato quota 26.000 voti, pur in un contesto di minore partecipazione al voto.

Un secondo elemento rilevante riguarda la tenuta del campo del centrosinistra nel suo complesso.Le altre forze della coalizione, con l’eccezione di Alleanza Verdi e Sinistra che rimane sostanzialmente stabile, risultano complessivamente ridimensionate. Si tratta in larga parte di liste riconducibili a un elettorato di area moderata o di centro. Il dato politico che emerge è quindi duplice: una parte di quell’elettorato si è orientata verso il centrodestra, mentre un’altra quota significativa si è collocata nell’astensione, non riconoscendosi pienamente nelle proposte delle principali coalizioni, oppure ha scelto, in minima parte, la lista di Boldrin o quella di Vernier (non presenti nella competizione del 2020).

In questo quadro,il Partito Democratico da solo raccoglie più voti delle principali componenti tradizionali del centrodestra, ossia Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. A fare la differenza, sul piano complessivo della coalizione avversaria, è stata la lista civica del sindaco Venturini, pur in flessione rispetto alla corrispondente lista civica delle precedenti elezioni amministrative, che aveva ottenuto quasi seimila voti in più.

Nel centrodestra, infine, si evidenzia una trasformazione strutturale interna. La Lega perde circa due terzi del proprio elettorato, mentre Fratelli d’Italia quasi raddoppia i consensi. Non si tratta quindi di un rafforzamento omogeneo della coalizione, ma di una sua profonda redistribuzione interna, che conferma il passaggio della leadership politica dal partito di Salvini a quello di Giorgia Meloni.

Anche la distribuzione territoriale dei voti alle coalizioni offre indicazioni interessanti.

CentrosinistraCentrodestra
20202026Diff.20202026Diff.
Municipalità di Venezia14.31413.151-1.163 (-8,1%)11.50010.432-1.068 (-9,3%)
Municipalità del Lido3.4343.412-22 (-0,6%)5.6884.744-944 (-16,6%)
Municipalità di Favaro3.5403.181-359 (-10,1%)7.7566.479-1.277 (-16,5%)
Municipalità di Mestre14.59614.098-498 (-3,4%)23.23219.128-4.104 (-17,7%)
Municipalità di Chirignago6.0766.056-20 (-0,3%)11.8829.756-2.126 (-17,9%)
Municipalità di Marghera3.9593.396-563 (-14,2%)6.6925.805-887 (-13,3%)

Il centrosinistra mantiene sostanzialmente le proprie posizioni in quasi tutto il territorio comunale, registrando maggior tenuta al Lido, a Mestre e soprattutto a Chirignago Zelarino.Il centrodestra, invece, arretra in tutte le municipalità, con flessioni comprese tra il 13% e il 18%.

Un elemento di interesse riguarda quello che è accaduto a Venezia città storica, unica municipalità in cui il centrosinistra risulta prevalente, dove si registra comunque uno degli arretramenti più significativi della coalizione, insieme a quelli di Favaro Veneto e del fanalino di coda Marghera. Di contro, proprioa Venezia città storica il centrodestra contiene maggiormente la propria perdita rispetto alle altre municipalità, segnalando una dinamica territoriale non uniforme al calo complessivo.

Questi dati trovano conferma nell’osservazione della distribuzione territoriale del consenso al Partito Democratico.

Elezioni 2020Elezioni 2026Differenza
Municipalità di Venezia6.2686.916+648 (+10,3%)
Municipalità del Lido1.6141.962+348 (+21,5%)
Municipalità di Favaro1.9592.170+211 (+10,8%)
Municipalità di Mestre7.6949.091+1.397 (+18,2%)
Municipalità di Chirignago3.4454.266+821 (+23,8%)
Municipalità di Marghera1.9822.039+57 (+2,9%)

Il Partito Democratico cresce in tutte le municipalità, senza eccezioni,con incrementi più contenuti a Venezia città storica, Favaro Veneto e Marghera. Pur confermandosi il principale punto di riferimento dell’opposizione cittadina,questo andamento territorialmente disomogeneo meriterebbe un approfondimento specifico per comprenderne le cause politiche e sociali.

Naturalmente, questi dati non sono sufficienti per determinare un esito elettorale vincente: il centrosinistra perde comunque la competizione e deve interrogarsi sulle ragioni della sconfitta. Tuttavia, sarebbe riduttivo leggere il risultato esclusivamente attraverso il numero dei seggi o l’elezione del sindaco.

I numeri delle elezioni del 2026 restituiscono quindi l’immagine di un centrodestra in lieve arretramento, di un’opposizione con una base stabile ma non espansiva e di una città attraversata da una crescente disillusione partecipativa. Interrogare questa dinamica rappresenta il primo passaggio per costruire una reale alternativa politica.

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