«La nuova Amministrazione comunale non avrà bisogno di servi fedeli. Avrà bisogno di professionisti rispettati»
Una promessa chiara alle lavoratrici e ai lavoratori veneziani: nuovo contratto, salario più giusto, fine della cultura del giuramento di fedeltà al capo. Inizia da qui il cambiamento.
Gentili lavoratrici e lavoratori del Comune di Venezia,
In questi anni, con molti di voi ci siamo conosciuti, incrociati e, in diversi casi, ho avuto modo di lavorare direttamente al vostro fianco. È anche per questo che mi permetto di condividere con voi alcune riflessioni sul vostro lavoro, su come valorizzarne il contributo e costruire un’amministrazione più giusta, più efficace e più vicina a chi ogni giorno la rende concreta.
Mi rivolgo a ognuno di voi — a chi risponde al telefono, a chi firma i permessi, a chi ogni mattina garantisce i servizi ai cittadini— perché siete voi il volto reale del Comune di Venezia. Non un ingranaggio della macchina. Un pilastro.
Vengo anch’io dalla pubblica amministrazione. So cosa significa lavorarci: la responsabilità silenziosa, la dedizione che spesso non viene vista, la fatica di essere davvero al servizio dei cittadini in mezzo a troppe rigidità. Ed è proprio per questo che voglio parlarvi chiaramente.
La priorità dovrà essere riportare il personale al centro, riconoscendo il valore del lavoro quotidiano che tiene in piedi l’ente e i servizi ai cittadini.
UN NUOVO CONTRATTO
Il primo atto concreto dovrà essere un nuovo contratto. Non un aggiornamento di facciata: un documento che valorizzi le persone, le competenze esistenti e, soprattutto, la capacità di ognuno di voi di risolvere i problemi di chi si rivolge all’amministrazione comunale.
Accanto al contratto, c’è la questione del salario accessorio: va reso più giusto, più leggibile, più vicino al lavoro che davvero svolgete. Il riconoscimento economico deve tornare a essere ciò che dovrebbe sempre essere stato, uno strumento di equità, non di controllo.
FINE DEL GIURAMENTO DI FEDELTÀ AL CAPO
C’è una cosa che va detta ad alta voce, senza giri di parole: finirà l’idea di un’amministrazione costruita sul giuramento di fedeltà al capo. Il Comune non ha bisogno di persone chiamate a compiacere qualcuno. Ha bisogno di professionisti che lavorino bene, in un sistema fondato sulla correttezza, sulla trasparenza e sul rispetto dei ruoli — non sulla sudditanza personale. Le relazioni interne devono tornare ad essere ciò che dovrebbero sempre essere: rapporti tra persone che sanno cosa fanno e perché lo fanno.
CORRESPONSABILITÀ, NON ESECUZIONE
Una buona amministrazione non si costruisce con pochi che comandano e molti che eseguono. Si costruisce quando ciascuno ha ruolo, dignità, responsabilità e la concreta possibilità di contribuire al risultato comune. Questo è il principio di corresponsabilità: non uno slogan, ma un modo diverso di intendere l’organizzazione del lavoro pubblico.
BENESSERE LAVORATIVO: UNA CONDIZIONE, NON UN LUSSO
Un ente moderno non controlla il lavoro con diffidenza: lo organizza meglio. Questo significa valorizzare la conciliazione tra vita e lavoro, sostenere la maternità, la genitorialità, gli studenti lavoratori. Significa riconoscere che chi sta bene lavora meglio — e che questo è un vantaggio per tutti, a partire dai cittadini che usufruiscono dei servizi.
UNA CULTURA AMMINISTRATIVA NUOVA
Tutto questo richiede qualcosa di più profondo di qualche riforma organizzativa: richiede una cultura diversa. Più fiducia nel personale. Più chiarezza nei processi. Più responsabilità diffusa. Più attenzione alla qualità del servizio reso alla città. Con questo spirito — e con il vostro contributo — costruiremo un Comune più giusto, più moderno e più vicino a chi ci lavora dentro e a chi ogni giorno ne riceve i servizi.
Con sincera stima e rispetto.
